Ciaravolo lavorando ad una complessa  sperimentazione che coinvolgerà milioni di persone fa un’importante scoperta. Questa scoperta ha due conseguenze: conferma la giustezza della sua “teoria delle due Esse” (secondo la quale una storia può diventare leggenda solo se la sua Straordinarietà si incontra col bisogno di confermare lo Stereotipo, cioè le proprie consolidate idee), e convince Claudio Ciaravolo a proseguire i suoi studi sulle leggende. Inizierà una sperimentazione assai particolare ma anche scientificamente rigorosa: cercherà sulla base di quello che ha scoperto  di diffondere volontariamente delle leggende, per individuare con certezza i meccanismi della loro nascita, e della loro diffusione. Soltanto dopo aver capito tutto questo, potrà passare a ciò che più gli sta a cuore: trovare il sistema per inattivare, cioè  per smentire,  una leggenda metropolitana.

Tra il 1981 e il 1983, attraverso tre sperimentazioni successive : il Nome, il Ghiagettone e il Discorario, Ciaravolo  acquisisce dei dati decisivi ed inconfutabili  sui fenomeni psicologici che stanno dietro alla nascita e alla crescita di una leggenda.   

Dall’ 83 all’88 Claudio Ciaravolo  comincia a sperimentare la fase successiva, che è poi il suo vero obiettivo: la smentita delle leggende metropolitane.  

Di ciascuno di questi “nuovi” esperimenti stradali Ciaravolo  effettua una ripresa filmata. Il materiale girato però non lo manda in onda in televisione: lo tiene per sé (e per i suoi), per poter analizzare l’evento in ogni dettaglio. E per tenersi pronto: se qualcuno degli “eventi” realizzati diventerà una leggenda, e come tale, verrà arricchito di mille testimonianze false, tirerà fuori il filmato relativo: per mostrare da cosa è originato, e quindi, per smentire la leggenda appena nata.
La cosa avviene: molti degli eventi ideati  da Ciaravolo e proposti per la strada diventano leggende.

I media, che già si erano occupati della “notizia”, quando si era diffusa la leggenda relativa, ma non avevano (ovviamente!) potuto mostrare alcuna immagine, si precipitano ad acquistare il filmato di Ciaravolo: dopo aver  già fatto uno scoop  per dare la notizia (senza immagini), ora ne fanno un altro, smentendola attraverso le immagini.  La smentita però non passa. Né quella di Ciaravolo, né quella dei media. La smentita funziona però magnificamente all’opposto,  come amplificatrice della leggenda: invece di affossarla, la rinforza.

Tutto questo permette a Ciaravolo di capire molte cose riguardo alle  leggende (ne ha a disposizione di tutti i tipi, e di tutte le specie), e soprattutto sulla  sociopsicodinamica della smentita: come viene accolta dai media e dalla gente, e come viene ignorata e/o negata, se non addirittura incorporata  nello stereotipo. Molto spesso la smentita, più che rilanciare” la leggenda, sarà la sua vera e unica rampa di lancio.